📰 Fonti: ansa.it
Il caso di Chiara Ferragni e la pubblicità ingannevole
Chiara Ferragni, insieme al suo ex collaboratore Fabio Damato e a Francesco Cannillo di Cerealitalia, è stata prosciolta dalle accuse di truffa aggravata legate alle campagne pubblicitarie del pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua. L’Antitrust aveva già segnalato la presenza di una “pubblicità ingannevole”, portando a una sanzione di oltre un milione di euro. Tuttavia, il giudice di Milano Ilio Mannucci Pacini ha escluso l’aggravante della minorata difesa, ritenendo che i 30 milioni di follower di Ferragni non potessero essere considerati vulnerabili come i “seguaci di santoni delle sette religiose”.
Durante il processo, si è discusso se gli slogan utilizzati avessero effettivamente indotto in errore i consumatori, convinti di contribuire a una causa benefica. Tuttavia, la mancanza di querela da parte del Codacons ha portato all’archiviazione del caso. Gli avvocati di Ferragni, Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, hanno sottolineato che la sentenza accoglie la loro tesi difensiva, evidenziando che la diffusione del messaggio sui social non giustifica l’aggravante della minorata difesa.
Il giudice ha anche osservato che la pubblicità ingannevole storicamente non ha mai comportato, solo per il numero di destinatari, l’aggravante della minorata difesa. In conclusione, sebbene il quadro resti “quantomeno dubbio” riguardo alla veridicità dei messaggi promozionali, il processo non ha potuto proseguire a causa dell’assenza di prove sui consumatori coinvolti.
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