In un’intervista al Corriere della Sera, Diego Dalla Palma ha dichiarato con estrema lucidità che ha programmato il proprio addio a questa vita. Ha già coinvolto notaio, avvocato e medico, e ha scelto di non arrivare agli 80 anni.
Si descrive oggi «leggero, quasi felice, beato e senza paura».
«Mi alzo dalla sedia, al cinema o a teatro: traballo. La mente non è più quella di prima. È vita?» afferma, mettendo a nudo il senso della propria fragilità.
Ha inoltre chiarito che l’addio sarà riservato, senza platealità: «Due-tre minuti, e sarà finita. In un luogo del cuore, all’estero. Prima, un buon pasto, un buon vino».
Queste parole meritano una riflessione sulla scelta di “andarsene a modo mio”; sul tabù della morte programmata, di cui poco si parla con sincerità; e infine mostra come un volto “noto” riveli vulnerabilità, per chi appare forte può sentire il peso del tempo.
E tu, cosa pensi della libertà di scegliere il proprio tempo? Ti va di condividere un tuo pensiero nei commenti?

