Ieri a Milano si è tenuta un’udienza per il processo contro Chiara Ferragni, accusata di truffa aggravata nell’ambito del cosiddetto “Pandoro Gate”.
L’accusa sostiene che le campagne commerciali legate al “Pandoro Balocco Pink Christmas” (Natale 2022) e alle “Uova di Pasqua Dolci Preziosi” (2021-2022) abbiano ingannato i consumatori, suggerendo che parte del ricavato fosse destinato a ospedali e beneficenza. In realtà, secondo la Procura, non è stato donato nulla in proporzione alle vendite.
Secondo i pm, l’operazione avrebbe fruttato un “profitto ingiusto” di circa 2,2 milioni di euro, più il vantaggio di un “ritorno di immagine” grazie all’associazione con la beneficenza.
Per questa ragione, la pubblica accusa ha chiesto per Ferragni una condanna a 1 anno e 8 mesi di carcere, senza attenuanti e con esclusione della sospensione della pena.
Ferragni — che vanta milioni di follower — dichiara di essere “in buona fede” e di non aver tratto lucro ingiusto, mentre i suoi legali sottolineano che ogni questione era già stata affrontata a livello amministrativo (con sanzioni e risarcimenti) e non giustifica un procedimento penale.
Nel corso dell’istruttoria, l’influencer aveva già versato circa 3,4 milioni di euro complessivi tra donazioni, risarcimenti e multe.
➡️ Il prossimo step processuale è fissato per il 19 dicembre; la sentenza è attesa per gennaio 2026.

