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Coinbase detiene Bitcoin nel suo bilancio sin dal 2012

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digital agency Whooho!

L’exchange di criptovalute statunitense Coinbase ha rivelato che Bitcoin (BTC) e altri crypto asset sono stati una componente chiave della sua tesoreria aziendale sin dalla creazione della compagnia nel 2012.
In un nuovo annuncio rivolto agli operatori aziendali, l’exchange ha presentato la sua esperienza nella gestione di una tesoreria composta da criptovalute come base solida per consigliare ad altre compagnie private e quotate come affrontare i loro potenziali investimenti.
Pubblicando un documento molto dettagliato, intitolato Corporate Treasury FAQ, l’exchange offre una panoramica completa sui generi di investimenti, contabilità e politiche fiscali che le compagnie dovrebbero considerare e adottare se desiderano diversificare le proprie tesorerie in crypto.
Le FAQ sono una risorsa generale che riguarda ogni sorta di domanda in tema normativo, di revisione, tecnico e di investimento sulle crypto da un punto di vista aziendale, ma anche una proposta alle compagnie per scegliere Coinbase per l’esecuzione delle operazioni, come consulente e partner di custodia professionale.
Inoltre, il documento offre analisi sulle prestazioni di Bitcoin negli ultimi anni dal punto di vista macroeconomico, rivelando un confronto favorevole rispetto ad altri asset finanziari come l’oro e l’S&P 500. “La forte performance assoluta di Bitcoin ha compensato gli investitori per la sua volatilità,” indica l’exchange. Negli ultimi cinque anni, l’asset ha registrato un indice di Sharpe mobile annualizzato pari a 1,52 (corretto per il rischio), tenendo conto del bear market del 2018.
Nelle ultime settimane, gli investimenti aziendali in Bitcoin hanno conquistato le prime pagine grazie alla scommessa da 1,5 miliardi di dollari realizzata da Tesla, che ha già generato profitti stimati per un miliardo di dollari.
Sebbene la scelta di Tesla potrebbe innescare una reazione a catena fra le grandi corporazioni, alcuni analisti affermano che le società quotate abbastanza sicure da investire nelle condizioni attuali sono probabilmente meno del 5%: le altre attenderanno una maggiore chiarezza normativa.

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