In quanti frammenti la vita di una persona si può sbriciolare sotto il peso di un dolore insopportabile? E quanto profonde possono essere le cicatrici di un trauma nella vita di una giovane appena maggiorenne?
Cicatrici e frammenti collegano i due protagonisti in questa dolce e tenera storia d’amore.
Mark cerca di trovare la pace interiore scrivendo un romanzo di redenzione. Catherine cura le sue ferite crescendo figlia
come ragazza madre, lontana dal giudizio negativo della famiglia, e accettando nuove sfide professionali che potrebbero finalmente darle soddisfazione. Il destino, gli amici giusti e un tocco romantico li guideranno verso la felicità che meritano.
Come ogni fiaba moderna, è piena di colpi di scena, incomprensioni e momento difficili. Ho sorriso pensando a come si sono conosciuti i nostri protagonisti.
Apprezzo il fatto che Elisa sia una brava ragazza che deve affrontare rivelazioni dolorose, reagendo con rabbia mettendo alla prova l’amore di sua madre che in qualche modo riesce comunque a mantenere il
controllo.
Il dolore, la paura e il senso di colpa di Mark sono comprensibili, scappare non è la soluzione e, tornando sui propri passi ha perdonato se stesso e si è aperto all’amore.
Mi è piaciuto osservare l’evoluzione della sua coscienza. Ho trovato tenere e ingegnose le idee dell’amica della protagonista per riavvicinare i due amanti, che fino al penultimo capitolo del libro si erano baciati solo per pudore.
Dal punto di vista romantico, mi sarebbe piaciuto leggere di qualche scena in più tra Mark e Cat.
Amo gli animali e per me è stato significativo che un cane abbia aiutato l’autore a rafforzare il legame tra Elisa e Mark, la giovane infatti deve ritrovare una figura paterna di cui hanno sempre sentito la mancanza.
La scrittura di Stefania è sensibile e chiara e affronta temi profondi con la dovuta sensibilità.
” Ho capito che sopravvivere è vivere a metà, che vivere richiede
coraggio”
RECENSIONE DELL’OPERA A CURA DI ELENA GIANASSO


