“Aleister ha imparato a stare solo non perché gli piaccia ma perché è più facile. Ha smesso di spiegare, di sperare, di fidarsi e anche di camminare, da un po’. E ciò che rimane è una corazza piena di crepe.
Poi, però, arriva Dorian. Per sbaglio, per colpa di un amico in comune, o grazie a qualcosa di più antico e invisibile.
Poi, però, arriva Dorian. Per sbaglio, per colpa di un amico in comune, o grazie a qualcosa di più antico e invisibile.
Si fa spazio con la sua voce chiara, l’accento belga e un modo tutto suo di entrare nella vita degli altri.
Aleister è scontroso, chiuso, tatuato di rabbia e perdita; Dorian sembra tutto il contrario, non chiede spazio, ma mette radici nei vuoti che trova e resta anche quando sarebbe più facile andarsene.
Eppure, sotto la superficie, anche lui si porta dentro un vuoto che non fa rumore.
Tra di loro nasce la tensione delle battaglie piccole e feroci di ogni giorno, le notti che fanno male in una casa piena di silenzi, ma soprattutto, sono due persone che provano ad amarsi nonostante tutto o forse… proprio per questo.
Questa non è solo una storia sulla disabilità, non è neanche la solita storia d’amore. Non si racconta in linea retta: si svela a frammenti, guardando le emozioni da dentro. Non è una storia facile, ma una in cui chiunque può riconoscersi: chi ha perso, chi ha paura, chi si sente fuori posto.
Perché non serve essere interi per essere amati”.
Tra di loro nasce la tensione delle battaglie piccole e feroci di ogni giorno, le notti che fanno male in una casa piena di silenzi, ma soprattutto, sono due persone che provano ad amarsi nonostante tutto o forse… proprio per questo.
Questa non è solo una storia sulla disabilità, non è neanche la solita storia d’amore. Non si racconta in linea retta: si svela a frammenti, guardando le emozioni da dentro. Non è una storia facile, ma una in cui chiunque può riconoscersi: chi ha perso, chi ha paura, chi si sente fuori posto.
Perché non serve essere interi per essere amati”.
Ho scelto di leggere questo romanzo colpita da due fattori: il mio amore per gli M/M e il fatto che un protagonista fosse disabile.
Volevo vedere come l’autrice avrebbe trattato un argomento così delicato e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita.
I sentimenti e le emozioni si sentono in profondità fino a pelle viva, personalmente ho fatto fatica a staccarmi dalla lettura.
Aleister è un duro, arrabbiato con la vita, nasconde il suo senso di colpa e il suo senso di inadeguatezza dietro al sarcasmo ma in lui c’è anche la paura di amare di nuovo e di essere abbandonato; la maschera “dark” da duro è un modo per proteggersi. I tatuaggi sono uno scudo da occhi che guarderebbero con pietà un corpo non conforme, una peculiarità su cui spostare l’attenzione morbosa.
Dorian è un’ altra anima lacerata che deve trovare il suo posto nel mondo dopo aver subito l’ abbandono più grande.

Grazie alla forza dell’ amicizia, Mattia che non ha mai abbandonato Aleister, questi uomini tormentati entreranno in collisione, all’ inizio si detesteranno poi si sopporteranno per poi scoprire di non poter fare a meno l’uno dell’ altro.
Questo è anche un romanzo duro che racconta la realtà, la discriminazione che in molti passaggi è doppia, da un lato omosessualità’, dall’ altra disabilità. Il coraggio e la caparbietà si scontrano spesso con una società che non è inclusiva. Tutto questo scatena rabbia e frustrazione che portano il nostro protagonista a scegliere il silenzio.
C’è poi un corpo cambiato che non è sempre facile da accettare. Ho apprezzato la profondità dei personaggi che cadono, si rialzano ma trovano il coraggio di guardare dentro se stessi.
Le scene hot non sono volgari ma intense, dimostrano che i disabili non sono angeli senza sesso.
Non tutti i genitori riescono ad amare i figli come dovrebbero quindi gli amici diventano la famiglia che i protagonisti si scelgono, ci sono poi familiari come la zia di Dorian che per proteggerlo commette errori ma che sa riconoscere lo sbaglio e in nome dell’ affetto supera il proprio scetticismo.
RECENSIONE A CURA DELL’ARTICOLISTA ELENA GIANASSO


