Quando il corpo è un nemico, una storia che non conosce né tempo, né luogo. Una battaglia perpetua per l’accettazione di sé stessi.
“Ho chiesto all’autrice di poter leggere il suo libro colpita dal titolo perché io stessa spesso provo questa sensazione”.
Questo romanzo è una storia di coraggio soprattutto se si pensa in quali anni è ambientato.
Una donna imprigionata in un corpo che non le appartiene, dopo aver tentato molte strade decide di compiere un gesto estremo per poter vivere secondo il suo sentire.
L’autrice ci racconta questa lunga ed estenuante battaglia per ottenere il riconoscimento di una identità che è fondamentale anche se non biologica.
La protagonista lotta strenuamente per vedere riconosciuti i suoi diritti, ottiene delle piccole, grandi vittorie che la gratificano ma che non riescono a dissipare del tutto il sentimento di inadeguatezza che pervade la sua esistenza.
Le pagine di questo romanzo sono un continuo altalenarsi di momenti piacevoli (insegnare ai bambini che con la loro ingenuità non vedono le differenze e se le scorgono le accettano perché ciò che è importante è l’anima, non ciò che appare, le passeggiate con l’amico/fidanzato Fausto); e di momenti cupi (quando più di una volta viene negata la rettifica anagrafica).
“Ho riflettuto molto non solo su di me che litigo spesso con il mio corpo non conforme ai canoni della società ma soprattutto sulla questione delle persone “T” che è cosa ben diversa dall’ omosessualità; su quanto sia doloroso sentirsi imprigionati in un corpo che non si riconosce come proprio e come specchio della propria anima, credo che ci si senta come un leone in gabbia e che ogni giorno sia una lotta.
Penso che questo romanzo possa essere un seme con la capacità di fare riflettere per poi far germogliare una nuova coscienza di umanità che abbracci ogni tipo di diversità.
Oggi più che mai è importante sottolineare che il corpo è sono un contenitore, un involucro”.

RECENSIONE DELL’OPERA A CURA DELL’ARTICOLISTA ELENA GIANASSO.

