Home Cronaca Global Sumud Flotilla: fermate venti imbarcazioni, a bordo anche Croatti, Scuderi e Greta Thunberg

Global Sumud Flotilla: fermate venti imbarcazioni, a bordo anche Croatti, Scuderi e Greta Thunberg

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Roma, 2 ottobre 2025 – La tensione nel Mediterraneo si fa sempre più alta. Le forze navali israeliane hanno fermato nella notte una ventina di imbarcazioni appartenenti alla Global Sumud Flotilla, il convoglio internazionale partito con l’obiettivo di rompere il blocco marittimo verso Gaza e consegnare aiuti umanitari.

Secondo quanto riportato, l’esercito israeliano ha già abbordato almeno 13 delle 47 navi in navigazione, disturbando i segnali radio e trattenendo gli attivisti a bordo. Tra gli intercettati figurano anche nomi noti: il senatore del M5s Marco Croatti, l’europarlamentare di Avs Benedetta Scuderi e l’attivista svedese Greta Thunberg. Quest’ultima è stata ripresa dalle telecamere mentre recuperava i suoi effetti personali circondata dalle forze speciali israeliane.

global sumud flotilla

Numeri e nazionalità degli attivisti fermati

Il bilancio provvisorio dei fermati parla chiaro: 30 cittadini spagnoli, 22 italiani, 21 turchi, 12 malesi, 11 tunisini e brasiliani, 10 francesi, 9 irlandesi, 8 algerini, 7 statunitensi, 7 tedeschi e 6 britannici. Un mosaico di nazionalità che testimonia la natura internazionale e trasversale della missione.

Tra le navi colpite anche la Morgana, con a bordo esponenti politici italiani. Altre dieci imbarcazioni, invece, risultano attualmente in “emergenza”, mentre alcune stanno ancora tentando di eludere il blocco navale israeliano per dirigersi verso Gaza.

La posizione di Israele

Da parte israeliana, la linea è ferma. In un comunicato diffuso su X, il ministero degli Esteri ha definito i partecipanti come “passeggeri Hamas-Sumud”, ribadendo che sono “sani e salvi” e che verranno trasferiti in sicurezza verso Israele per avviare le procedure di espulsione in Europa.

Le autorità israeliane insistono sulla legittimità dell’intervento, sottolineando la necessità di mantenere il blocco navale per motivi di sicurezza.

Le reazioni italiane e il nodo diplomatico

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato di essere in contatto con il suo omologo israeliano Sa’ar per assicurare assistenza ai cittadini italiani coinvolti. La Farnesina ha fatto sapere che gli attivisti avranno due alternative: accettare l’espulsione immediata e il rimpatrio volontario, oppure rifiutare e affrontare una detenzione in carcere in attesa di rimpatrio forzato.

L’intera vicenda, comunicata in anticipo al ministero degli Esteri, solleva interrogativi sul grado di coordinamento tra Italia e Israele, ma anche sul limite entro il quale la diplomazia possa realmente incidere su operazioni militari di questo tipo.

Video e testimonianze: l’uso degli idranti

Intanto, la Flotilla ha diffuso un video della nave Yulara, colpita da potenti idranti durante l’abbordaggio. Le immagini mostrano scene concitate, con l’equipaggio costretto a resistere alle raffiche d’acqua delle unità israeliane. Al momento, le comunicazioni con l’imbarcazione risultano interrotte e non è chiaro quale sia lo stato di salute dei partecipanti.

Una crisi che richiama l’attenzione globale

Quello che accade nel Mediterraneo è più di un incidente navale: è uno scontro tra narrazioni. Da una parte la missione di solidarietà internazionale che rivendica il diritto a portare aiuti a Gaza; dall’altra lo Stato di Israele che vede nella Flotilla un’azione strumentale e rischiosa.

Con figure pubbliche di rilievo coinvolte, da parlamentari italiani a Greta Thunberg, la vicenda acquisisce inevitabilmente un forte impatto mediatico e politico. Il mondo guarda a cosa accadrà nelle prossime ore: se le navi ancora in rotta riusciranno a resistere al blocco o se l’intera missione sarà fermata.

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