📰 Fonti: ansa.it
La libertà di stampa in Italia in declino
Secondo il rapporto di Reporters sans frontières (Rsf), l’Italia è scesa al 56esimo posto su 180 nella classifica globale sulla libertà di stampa, perdendo sette posizioni rispetto al 2025. L’Ong con sede a Parigi evidenzia che la libertà di informazione nel Paese è gravemente minacciata da organizzazioni mafiose, in particolare nel sud, e da gruppi estremisti che ricorrono alla violenza.
I giornalisti segnalano un tentativo della classe politica di limitare la libera informazione, specialmente in ambito giudiziario, attraverso una legge bavaglio. Inoltre, le procedure bavaglio esistenti, note come Slapp, pongono ostacoli significativi al lavoro dei professionisti dei media.
Rsf sottolinea che i giornalisti talvolta praticano l’autocensura, sia per le linee editoriali delle loro testate che per timori di azioni legali, inclusi i casi di diffamazione. La situazione è ulteriormente aggravata dalla legge bavaglio approvata dalla maggioranza guidata dal premier Giorgia Meloni.
La Rai, principale emittente pubblica, sta subendo sempre più interferenze politiche, mentre una paralisi legislativa ostacola l’adozione di misure per tutelare la libertà di espressione. Inoltre, la precarietà lavorativa minaccia l’indipendenza del giornalismo, mentre la polarizzazione della società italiana porta a un aumento delle aggressioni contro i giornalisti.
Infine, i giornalisti che indagano su mafia e corruzione sono frequentemente minacciati e aggrediti, con circa venti professionisti attualmente sotto protezione della polizia a causa delle intimidazioni ricevute.
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