📰 Fonti: ansa.it
Safe: il ruolo del Parlamento nella difesa italiana
L’Italia procederà con l’attivazione dello strumento Safe solo qualora il Parlamento richieda formalmente la clausola di salvaguardia nazionale per derogare al Patto di stabilità, destinata a finanziare investimenti nel settore della difesa. Questa informazione è stata confermata da fonti governative all’ANSA.
Attualmente, la possibilità di attivare questa clausola appare poco probabile all’interno della maggioranza, rendendo il ricorso al Safe difficile. La scadenza per il programma è fissata al 2030 e l’Italia ha accesso a prestiti fino a 14,9 miliardi di euro. Nonostante le condizioni vantaggiose di questo strumento rispetto ad altre opzioni, si segnala che l’adesione al Safe è vista come una scelta impopolare e potenzialmente controproducente.
Negli ultimi tempi, si sono manifestate opinioni divergenti all’interno del governo. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha comunicato al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, l’intenzione di firmare accordi per nuovi investimenti, ma il vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato la necessità di limitare l’accesso ai prestiti. Recenti incontri a Palazzo Chigi hanno portato a un allineamento delle posizioni, ma il ricorso al Safe appare sempre più lontano, come confermato da Crosetto in una recente intervista.

