📰 Fonti: ansa.it
Nuovi sviluppi nel caso Regeni
Il processo d’appello per la morte di Giulio Regeni è ormai inevitabile, ma potrebbe non avvenire prima di due anni. La recente sentenza della prima Corte d’Assise di Roma ha condannato tre agenti dei servizi segreti egiziani a dieci anni di carcere per sequestro di persona, mentre un quarto imputato, il generale Tariq Sabir, è stato assolto. I legali dei condannati, assenti durante il processo, preparano un ricorso che dovrà affrontare complessità procedurali, data la loro assenza.
Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate entro la fine di dicembre, e i difensori avranno circa un mese per presentare l’impugnazione. Questo ricorso potrebbe riaprire il dibattito davanti alla Corte Costituzionale riguardo alle norme della riforma Cartabia, in particolare l’articolo 581, che limita la possibilità di ricorso per gli imputati assenti. Un aspetto cruciale, poiché potrebbe influire sul diritto di difesa.
La questione della prescrizione si fa più pressante, con il termine fissato per il 2 agosto 2028, ma con possibili sospensioni che potrebbero prolungare il processo fino alla metà del 2030. La Procura, definendo storica la sentenza, attende di esaminare le motivazioni prima di decidere se presentare a sua volta un ricorso. Inoltre, sono stati disposti risarcimenti immediati a favore della famiglia di Giulio, con somme specifiche per ciascun familiare.
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