📰 Fonti: ansa.it
Risoluzione del caso Regeni e il ruolo dell’Italia
La questione della provvisionale di 150 mila euro riconosciuta dalla Corte d’Assise di Roma alla Presidenza del Consiglio, in seguito alla condanna di tre agenti dei servizi segreti egiziani per sequestro di persona, ha riacceso il dibattito sui rapporti tra Italia ed Egitto. La premier Giorgia Meloni, intervenendo a Genova, ha affermato che non crede che chiudere i legami diplomatici possa portare a una soluzione positiva. ‘Non è questo governo che ha riaperto i rapporti con il Cairo, ma il governo Gentiloni’, ha sottolineato Meloni, evidenziando che la strada diplomatica è stata considerata utile dai suoi predecessori.
Dalla parte dei familiari di Giulio Regeni, Alessandra Ballerini, avvocato della famiglia, ha chiarito che la provvisionale è immediatamente esecutiva, contrariamente a quanto suggerito da Meloni. Paola e Claudio Regeni hanno inoltre chiesto che l’Italia faccia valere i propri diritti e rompa i rapporti con un paese in cui avvengono violazioni gravi dei diritti umani.
Il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, ha dichiarato che il governo attenderà la pronuncia della Cassazione riguardo ai condannati prima di procedere per ottenere il risarcimento. Tuttavia, il rinnovo del memorandum Italia-Egitto è stato rinviato, scatenando polemiche all’interno del Parlamento. Il deputato Mauro Malaguti ha spiegato che il rinvio non è dovuto a conflitti, ma alla contemporaneità di altre discussioni legislative. La situazione rimane complessa e il dibattito sui diritti umani in Egitto continua a sollevare interrogativi.

