📰 Fonti: ansa.it
Il Caso Santanchè e il Voto del Senato
Il giudice monocratico di Roma ha sollevato un conflitto di attribuzione alla Corte Costituzionale riguardo al processo che coinvolge l’ex ministro Daniela Santanchè. La questione si è innescata a seguito del voto del Senato, avvenuto nel luglio scorso, che ha conferito insindacabilità alle dichiarazioni pronunciate dall’imputata in Aula. Questo voto ha negato l’autorizzazione a procedere per l’accusa di diffamazione avanzata da Giuseppe Zeno, azionista di minoranza di Visibilia Editore Spa.
Il giudice Emilia Conforti ha ritenuto necessario inviare gli atti alla Consulta, evidenziando che non spettava al Senato la valutazione della condotta contestata alla senatrice Santanchè. La difesa dell’ex ministro ha richiesto che si dichiarasse il non luogo a procedere, facendo riferimento proprio al voto parlamentare che ha escluso una possibile responsabilità.
La situazione si fa complessa e interessante, ponendo interrogativi sul rapporto tra giustizia e politica in Italia. Come si evolverà la vicenda? Rimanete aggiornati seguendo GoMagazine anche sui nostri social.

