📰 Fonti: ansa.it
Corteo 25 aprile a Milano: tensioni per la Brigata ebraica
Durante il corteo del 25 aprile a Milano, la Brigata ebraica ha subito contestazioni senza precedenti, culminate nell’impossibilità di sfilare. Dopo un’attesa di oltre due ore, le forze dell’ordine hanno costretto il gruppo a lasciare il corteo, scatenando la reazione del direttore del museo della Brigata ebraica, Paolo Romano, che ha descritto l’accaduto come un grave fatto da discutere.
Il segmento della Brigata, composto anche da dissidenti iraniani e ucraini e da una delegazione di giovani di Forza Italia, si è trovato di fronte a un muro di contestatori. Non si trattava di gruppi organizzati, ma di manifestanti che hanno costretto la Brigata a spostarsi, mentre le forze dell’ordine tentavano di mantenere l’ordine. Emanuele Fiano, esponente del Partito Democratico, ha evidenziato che non era mai successo in cinquant’anni di partecipazione a un evento del genere.
La situazione ha sollevato preoccupazioni all’interno della comunità ebraica. Daniele Nahum, consigliere comunale di Azione, ha notato un aumento degli insulti e ha affermato che dal 1938 non era mai stato impedito agli ebrei di manifestare. Critiche sono state rivolte anche al presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, accusato di istigazione all’antisemitismo. La tensione è palpabile e la Brigata ebraica ha promesso di non abbassare la guardia, chiedendo di poter partecipare integralmente al prossimo corteo.

