📰 Fonti: ansa.it
Indagine sulla presunta truffa all’Ue
La Procura Europea ha avviato un’indagine su una presunta truffa ai danni dell’Unione Europea che coinvolge 23 persone, tra cui docenti universitari palermitani, ricercatori e imprenditori. L’inchiesta, diretta dai pm Gery Ferara e Amelia Luise, ha come protagonisti il professor Vincenzo Arizza, direttore del dipartimento di Scienze e Tecnologie biologiche, chimiche e farmaceutiche dell’Università di Palermo, e Antonio Fabbrizio, amministratore di diverse associazioni, tra cui Progetto Giovani e Più Servizi Sicilia.
Inizialmente, i pm avevano richiesto misure cautelari per 17 indagati, ma il giudice per le indagini preliminari ha respinto l’istanza, affermando che, sebbene ci siano gravi indizi, non sussistono le esigenze cautelari a causa del tempo trascorso dai fatti. La Procura Europea ha presentato ricorso al tribunale del Riesame.
Le accuse, secondo quanto riportato da ansa.it, comprendono truffa aggravata, turbativa della libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione e falso materiale. L’indagine ha rivelato che, nell’ambito del progetto di ricerca Bythos, finanziato con fondi dell’Ue, venivano rendicontati costi per attività mai realmente svolte e attrezzature mai acquistate. Due ricercatori hanno fornito dichiarazioni che hanno portato a identificare professori che, pur ricevendo compensi, non avrebbero mai contribuito effettivamente alla ricerca. L’obiettivo apparente sarebbe stato quello di gonfiare le spese per ottenere contributi maggiori dall’Unione Europea.

