📰 Fonti: ansa.it
La reazione degli iraniani alle dichiarazioni di Trump
Shock e paura prevalgono tra gli iraniani dopo le recenti minacce di Donald Trump che ha messo in discussione la loro civiltà. Molti, già preoccupati per attacchi mirati alle infrastrutture del Paese, hanno trovato in queste parole un motivo di allerta ulteriore. Diverse persone si sono radunate davanti a obiettivi sensibili, formando catene umane per proteggere le infrastrutture, come ponti e centrali elettriche, a Teheran.
Ali Ghamsari, un musicista locale, ha preso parte a queste manifestazioni, accampandosi di fronte a un impianto energetico cruciale per la capitale. Farzaneh, una donna di 37 anni, ha espresso il suo sgomento, sottolineando che le infrastrutture appartengono al popolo iraniano e non al governo. Ha invitato Trump a cercare alternative che non comportino la distruzione della civiltà iraniana.
Dal canto suo, Saeed, 45 anni, ha criticato il governo di Teheran per le sue azioni aggressive e ha esortato a cercare un accordo per evitare ulteriori danni. Tuttavia, Milad, presente alla conversazione, ha respinto l’idea di un compromesso, considerandolo un tradimento.
Tania, una studentessa di 23 anni, ha mostrato ottimismo, affermando che le difficoltà attuali sono un prezzo necessario per un futuro migliore. Con l’incertezza che regna, molti iraniani si stanno preparando ai blackout, accumulando provviste e generi di prima necessità.
La situazione in Iran è complessa, con un misto di paura e speranza per il futuro, come riportato da ansa.it.

