Il celebre cantante spagnolo Julio Iglesias, 82 anni e uno dei cantanti latini più famosi e venduti al mondo, è stato denunciato da due sue ex dipendenti per presunte aggressioni sessuali, abusi e maltrattamenti subiti mentre lavoravano per lui nelle sue residenze dei Caraibi (Repubblica Dominicana e Bahamas) nel 2021.
Le due donne — una domestica e una fisioterapista — sostengono che, durante il loro impiego:
sarebbero state costrette a subire contatti sessuali non consensuali, molestie e pressioni per incontri intimi; avrebbero subito aggressioni fisiche e verbali e un clima di controllo e isolamento costante; inoltre Iglesias avrebbe imposto loro esami medici di controllo delle malattie sessualmente trasmissibili.
La denuncia menziona anche presunti reati di tratta di esseri umani con finalità di lavoro forzato e servitù, oltre a violazioni di diritti lavorativi;
Le due donne hanno scelto di agire legalmente per dare voce ad altre possibili vittime. La denuncia è stata formalmente presentata il 5 gennaio 2026 alla Fiscalía de la Audiencia Nacional in Spagna con il supporto dell’organizzazione internazionale Women’s Link Worldwide.
La Procura ha aperto un’indagine preliminare, mantenuta in parte sotto segreto istruttorio, per verificare i fatti e valutare se procedere con l’azione penale.
Le donne denuncianti sono state riconosciute come testimoni protette, per proteggerle da eventuali pressioni o ritorsioni. 
Il cantante ha rotto il silenzio dicendo alla rivista ¡Hola! che “tutto si chiarirà” e che sta preparando la sua difesa legale.
In Spagna il caso ha acceso il dibattito pubblico su potenziali revoche di onorificenze e sul ruolo delle celebrità rispetto alle accuse di violenza.
Organizzazioni come Amnistía Internacional hanno espresso sostegno alle denuncianti, sottolineando l’importanza di proteggere vittime e testimoni.

