📰 Fonti: vanityfair.it
La polemica alla Biennale di Venezia
La Biennale d’Arte di Venezia, in programma dal 9 maggio, è al centro di accese controversie. Settanta artisti e curatori hanno firmato una lettera indirizzata al presidente della Fondazione, Pietrangelo Buttafuoco, chiedendo di escludere non solo la Russia, ma anche Israele e Stati Uniti dalla manifestazione. Nella lettera si sottolinea l’importanza di non normalizzare la partecipazione di governi accusati di crimini di guerra e oppressione sistematica.
Tra i firmatari, noti nomi come Alfredo Jaar e Zoe Leonard, che affermano che la presenza di tali stati contrasta con i principi di diritti umani e diritto internazionale. Questa richiesta segue un’iniziativa precedente, dove 178 artisti avevano già chiesto l’esclusione di Israele, rappresentando un crescente malcontento all’interno della comunità artistica.
Buttafuoco ha ribadito la neutralità della Biennale, evidenziando come ogni nazione riconosciuta possa richiedere di partecipare. Tuttavia, gli artisti insistono sul fatto che permettere la partecipazione di governi implicati in atrocità non può essere considerato neutrale. Attualmente, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sta verificando il rispetto delle sanzioni riguardanti il padiglione russo. Inoltre, l’Unione Europea ha minacciato di ritirare 2 milioni di euro di finanziamenti se la Russia dovesse essere reintegrata.
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