Nel corso di un incontro alla White House venerdì scorso, il presidente statunitense Donald Trump avrebbe rivolto al leader ucraino Volodymyr Zelensky un ultimatum tanto netto quanto controverso: “Cedi il Donbass o sarai distrutto”. La ricostruzione, basata su numerose fonti europee e su un resoconto del Financial Times, descrive una discussione “furibonda” tra i due, con mappe gettate sul tavolo e toni accesi. rsi+1
Secondo i resoconti, Trump avrebbe fatto propria la linea del presidente russo Vladimir Putin, insistendo affinché l’Ucraina accettasse le condizioni della Russia – in particolare la cessione della regione orientale del Donbass – come condizione per un accordo di pace. Il tycoon avrebbe ammonito Zelensky che la Russia “lo distruggerebbe” se non capitolasse. ANSA.it+1
Zelensky, dal canto suo, ha respinto qualsiasi ipotesi di “ricompensa” al Paese aggressore. Pur dichiarandosi pronto a un incontro a Ginevra o Budapest, ha ribadito che l’Ucraina non cederà mai territori sotto minaccia e che solo effetti concreti – difese, sanzioni, sostegno – possono fermare Mosca. Il Fatto Quotidiano+1
La reazione in Europa è stata immediata: il primo ministro polacco Donald Tusk ha condannato l’approccio statunitense, affermando che “la pressione dovrebbe andare sulla Russia, non sull’Ucraina” e che l’accondiscendenza territoriale non è mai stata la via verso una pace giusta e duratura. Il Fatto Quotidiano
Questo episodio segna un potenziale cambio di paradigma nella strategia americana: dopo anni di sostegno incondizionato all’integrità territoriale ucraina, Trump appare invece orientato a un “congelamento” del conflitto sulle linee attuali, accettando di fatto la perdita del Donbass. Tale posizione, se confermata, rischia di indebolire la coesione occidentale e di incoraggiare Mosca. SWI swissinfo.ch
Sul campo, intanto, gli attacchi russi continuano senza tregua: droni, bombe guidate, raid sulle infrastrutture energetiche dell’Ucraina aumentano di intensità. Zelensky avverte che la pace senza garanzie è una trappola e chiede all’Occidente di scegliere se stare con lui o lasciarlo solo. ANSA.it
In conclusione, l’ultimatum lanciato da Trump non è solo una frase d’effetto: è un segnale forte che la guerra in Ucraina entra in una nuova fase, più complicata e con rischi geopolitici elevati. Per l’Ucraina, per l’Europa e per l’ordine internazionale che fino a ieri sembrava consolidato, il tempo dell’incertezza è appena iniziato.
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