📰 Articolo originale: ansa.it
Un trend preoccupante
Il tumore al pancreas continua a rappresentare una delle neoplasie più difficili da diagnosticare e curare. Negli ultimi anni, i casi in Italia sono in aumento, con un tasso di mortalità che non accenna a diminuire. Secondo i dati riportati da ansa.it, nel corso di un decennio le diagnosi sono aumentate del 21%, passando da circa 12.200 casi nel 2013 a quasi 14.800 nel 2023.
Un quadro preoccupante
La mortalità, a differenza di altre forme di cancro, continua a crescere: tra il 2007 e il 2019, sono stati registrati 1.344 decessi in più tra gli uomini (+1,9%) e 4.816 tra le donne (+6,9%). La gravità di questa malattia è in gran parte dovuta alla posizione del pancreas, che rende difficile la diagnosi precoce. Inoltre, non esistono programmi di screening efficaci per la popolazione generale. Di conseguenza, il tumore viene spesso scoperto in stadi avanzati, con sintomi iniziali poco specifici, come dolore addominale o lombare, difficoltà digestive e perdita di peso.
Prospettive di trattamento
Solo circa il 20% dei tumori pancreatici viene diagnosticato in fase iniziale, quando l’intervento chirurgico può offrire reali possibilità di guarigione. Negli ultimi quindici anni, i progressi nelle terapie sono stati limitati, ma sono stati fatti passi avanti in ambito chirurgico, con tecniche mininvasive disponibili per circa un terzo dei pazienti operabili. Tuttavia, come sottolinea Gian Luca Baiocchi, responsabile scientifico di RicerChiAmo Onlus, non esistono attualmente metodi per la diagnosi precoce di questa malattia aggressiva.
Investire nella ricerca è essenziale per affrontare questo problema sociale, come evidenziato da ansa.it.
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