📰 Fonti: ansa.it
Situazione critica per il settore dei trasporti
Il rincaro dei carburanti ha innescato proteste tra gli autotrasportatori, che minacciano di bloccare il Paese. Per affrontare la situazione, il governo ha convocato un tavolo di discussione per il 27 ottobre presso il ministero dei Trasporti.
Già in alcune regioni del Mezzogiorno, come la Puglia, si registrano blocchi autonomi, mentre in Calabria e Sicilia sono previste ulteriori manifestazioni nei prossimi giorni. La Basilicata sta vivendo una crescente preoccupazione, con diverse stazioni di servizio che stanno esaurendo il carburante e lunghe code di veicoli in attesa.
Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto, ha sottolineato che queste sono proteste spontanee, non organizzate dalle associazioni, il che rende la situazione ancora più preoccupante. Anche Unatras, l’Unione Nazionale delle Associazioni dell’Autotrasporto Merci, ha evidenziato un malessere diffuso tra le imprese, chiedendo un intervento immediato del governo Meloni.
Le associazioni di categoria hanno richiesto una convocazione urgente, avvertendo che, in mancanza di un incontro, si potrebbe arrivare a un fermo nazionale. La protesta è alimentata dalla mancata distribuzione delle risorse stanziate a maggio per contrastare l’aumento del gasolio, che ha visto un incremento di oltre 50 centesimi al litro a causa della guerra.
La crisi logistica, aggravata dallo sciopero della raffineria di Taranto, ha portato a un’emergenza carburanti in Puglia e Calabria, con molti distributori già a secco. Il presidente di Confindustria Puglia ha avvertito che molte aziende potrebbero fermarsi a causa della mancanza di carburante.
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