📰 Fonti: ansa.it
Esito negativo per l’esame del dna sull’impronta
Gli investigatori, inizialmente scettici, hanno ricevuto la conferma dei loro dubbi: l’analisi del dna sull’impronta rinvenuta nella Fiat 127 utilizzata dai killer di Piersanti Mattarella, ex presidente della Regione Siciliana assassinato il 6 gennaio 1980, non ha prodotto risultati utili. Secondo quanto riportato da ansa.it, gli esperti nominati dal gip hanno dichiarato che il residuo analizzato non è utilizzabile.
La perizia è stata depositata dopo due rinvii, l’ultimo avvenuto nel febbraio scorso. L’impronta era stata trovata su uno sportello dell’auto usata dal commando per fuggire dopo l’omicidio, avvenuto mentre Mattarella si stava recando alla messa dell’Epifania con la sua famiglia. Durante un incidente probatorio, il giudice aveva incaricato i tecnici di effettuare una comparazione biologica sul reperto.
Nonostante l’impronta fosse stata isolata subito dopo il delitto, era stata considerata inutilizzabile. Con l’avanzamento delle tecnologie, si è cercato di verificare se il vetrino contenesse tracce biologiche comparabili con i profili genetici dei due indagati, i boss Antonio Madonia e Giuseppe Lucchese, accusati di aver ucciso Mattarella. L’incarico per la nuova analisi è stato conferito a giugno dell’anno scorso a esperti del Forensic Genetic Unit dell’ospedale Careggi di Firenze, tra cui Ugo Ricci, Elena Carra e Carlo Previderè.
Ricordiamo che i mandanti del delitto sono stati condannati e includono noti boss mafiosi, ma gli esecutori rimangono ancora sconosciuti. L’esito della perizia sarà presentato al gip il 6 luglio. Per ulteriori aggiornamenti su questa e altre notizie, seguite GoMagazine anche sui social.

