📰 Fonti: ansa.it
Le ONG rispondono alle accuse di compensazione
Le organizzazioni non governative (ONG) stanno alzando la voce contro le recenti affermazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha menzionato il concetto di ‘compensazione’ nel contesto dei migranti che arrivano in Italia. In un momento di tensione tra Berlino e Roma, dove la Germania chiede all’Italia di accettare i migranti secondari, le ONG tedesche ribattono sostenendo che il loro operato è in conformità con il diritto internazionale.
Sea Watch ha sottolineato che richiedere a uno Stato di impedire le operazioni di soccorso marittimo è illogico, poiché soccorrere persone in difficoltà è un obbligo giuridico e un imperativo umano. L’organizzazione ha espresso il proprio disappunto per l’idea di considerare le vite umane come merce di scambio, affermando che il soccorso non dovrebbe essere un tema di negoziato tra governi. Sea Watch ha anche esortato il governo italiano a smettere di attaccare chi salva vite e a promuovere percorsi sicuri e legali per l’accoglienza dei migranti.
In supporto a questa posizione, anche Sos Humanity ha fatto sentire la propria voce. La portavoce Flore Murard ha evidenziato che meno del 10% dei migranti che arrivano in Italia sono stati soccorsi da ONG, e ha sottolineato l’importanza delle operazioni di soccorso civile in un contesto dove gli Stati europei non sono stati in grado di garantire sicurezza in mare dal 2015. Entrambe le ONG confermano di operare nel pieno rispetto del diritto internazionale e in collaborazione con le autorità italiane.
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