L’epidemia da Sars-Cov-2 e l’epidemia di obesità sono strettamente connesse: l’isolamento, la noia e la sedentarietà hanno spinto i ragazzi più giovani ad un maggior consumo di alimenti calorici, favorendo il sovrappeso e l’obesità.
Durante il lockdown è stato riscontrato un incremento significativo del numero di pasti giornalieri e dell’assunzione di alimenti lievitati, bevande zuccherine e fritture rispetto al periodo pre pandemia.
L’aumento dei “comfort food” è stato anche associato ad un forte aumento del tempo trascorso davanti allo schermo e una riduzione dell’attività fisica.
Tutto questo ha portato pesanti ricadute in ambito psicosociale: i bambini affetti da sovrappeso vivono spesso condizioni di disagio e vergogna, fino a casi veri e propri di ansia, depressione e rifiuto del proprio aspetto fisico.
Tantissimi bambini, stretti nella morsa del lockdown, hanno trovato nel cibo momenti di gratificazione e rifugio.
È necessario fare piccoli passi, per migliorare le abitudini alimentari intervenendo sulla la quantità, la qualità e la modalità di assunzione del cibo.
Ecco alcuni consigli per combattere l’obesità negli adolescenti:
- Limitare a 3 pasti principali e 2 spuntini la quota calorica giornaliera
- Consumare spesso frutta e verdura
- No a smartphone tablet o strumenti di distrazione e gioco a tavola (porterebbero a magiare di più senza gratificazione)
- Non usare il cibo come premio o come punizione
- Limitare le ore seduto sul divano o davanti allo schermo
- Stimolare il bambino a praticare uno sport e passeggiare più spesso.
Infine si può affermare che il “peso assoluto” non esiste e la bilancia non deve essere un incubo per i più piccoli, piuttosto abbiamo il dovere di insegnare loro che piccoli passi possono garantire un futuro migliore.

