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Educazione Sentimentale di un ragazzo di Leandro Conti Celestini

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Leandro Conti Celestini
digital agency Whooho!

Anno 1996, da qualche parte nel deserto fuori Las Vegas, la città del gioco e del rischio, sta per iniziare una nuova scommessa: un ring nel buio e squadre di sconosciuti pronti a sfidarsi senza esclusione di colpi.

Insieme agli altri concorrenti, Andreas aspetta con ansia il segnale d’inizio. Come ha potuto un ragazzo timido e sognatore appena arrivato a Hollywood, finire in un pericoloso giro di combattimenti clandestini?

In un viaggio non soltanto fisico (un sogno ricorrente lo accompagnerà) dal suo piccolo paese nei campi alla Los Angeles di viali di stelle e tramonti di fuoco, Andreas arriverà a scoprire la sua personalità non ancora sbocciata attraverso amori, dubbi, sfide, solitudine e gioia. E potrà contare solo sulle sue forze.Imparerà a sopravvivere oppure anche lui finirà schiacciato dagli ingranaggi di questa macchina di sogni proibiti?

Per alcune scene di sesso esplicito e di violenza nei combattimenti, se ne raccomanda la lettura ad un pubblico adulto.

Educazione Sentimentale di un ragazzo di Leandro Conti CelestiniEccomi a parlarvi del romanzo di Leandro Conti Celestini, è la prima volta che leggo un suo romanzo e ne sono rimasta piacevolmente colpita, mi piace leggere le storie M/M anche a tinte forti, qui non siamo difronte a d una storia d’amore ma ad un vero e proprio romanzo di formazione, infatti il titolo è un forte richiamo all’educazione sentimentale di Flaubert, io oserei chiamarlo un romanzo di iniziazione, non solo dal punto di vista sessuale ma soprattutto di iniziazione alla vita..Andreas è un ragazzo di buona famiglia che vuole uscire dal guscio, trovare ed affermare la propria identità e dove può farlo se non nel paese dei sogni, l’America?

Mi sono piaciute le descrizioni particolareggiate sia degli ambienti geografici, sia del mondo della moda con tutti i suoi sotterfugi e il lato oscuro che si nasconde dietro le paillettes, il mondo sconosciuto della lotta, in alcuni momenti ho visualizzato perfettamente gli atleti in lotta greco romana anche se non credo che a quei tempi ci fosse il risvolto sessuale della lotta ma chi può dirlo? Ho apprezzato l’atmosfera della beat generation di Kerouac, di chi si si butta alla conquista del proprio sogno e per raggiungerlo scende anche a compromessi molto disturbanti (ammetto che ho avuto difficoltà a leggere alcuni passaggi).

Andreas però rimane in fondo un bravo ragazzo contorniato da personaggi interessanti, uno su tutti Giorgio che è un po’ il suo pigmalione e per cui avrei preferito un maggior approfondimento, il dolcissimo Wyatt, amico fidato e amore platonico del protagonista (sinceramente ho sperato che anche lui fosse gay) che non lo abbandonerà mai e che grazie alla loro amicizia avrà anche lui una seconda possibilità, i coinquilini dell’hotel dove abita Andres con la loro umanità diversa e multi etnica ed infine Reynolds che io catalogo come il cattivo della storia, un uomo crudele e senza scrupoli ma profondamente solo.

L’introspezione psicologica è molto profonda e ben delineata, mi è piaciuto l’uso del Tu per raccontare la vita di Andreas, un po’ come fosse una voce fuori campo che tira le somme anni dopo gli avvenimenti narrati, allo stesso modo mi hanno colpito le avventure oniriche di Andreas che dimostra di aver bisogno di un punto di riferimento. Un libro struggente e malinconico adatto ad un pubblico consapevole.

Recensione a cura di Elena Gianasso

STAY TUNED…. L’articolista ritornerà con l’intervista all’autore.

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