Victoria Beckham, celebre ex Spice Girl e stilista di fama mondiale, ha deciso di raccontare in maniera nuova e molto personale uno dei capitoli più difficili della sua vita nel contesto della sua docuserie uscita in questi giorni su Netflix. Con una sincerità che sorprende anche chi ha seguito per anni la sua carriera, Victoria ha parlato apertamente del disturbo alimentare che l’ha accompagnata per buona parte della vita, della pressione imposta dall’immagine pubblica, e di come queste componenti abbiano influito nel modo in cui lei si presentava agli altri — e persino a se stessa.
Victoria racconta che il disturbo alimentare è iniziato fin da giovane, già durante gli anni a scuola di teatro, quando cominciò a ricevere critiche o commenti sul suo aspetto e sul peso.
Più tardi, durante il suo percorso da pop star (Spice Girls) e poi come figura pubblica / imprenditrice della moda, la pressione si è intensificata: la stampa e i media la etichettavano, la fotografavano, facevano commenti sul suo corpo (“Porky Posh”, “Skinny Posh”).
Uno degli episodi che Victoria ricorda come particolarmente umiliante è quello in cui, dopo la nascita del suo primogenito Brooklyn, sei mesi dopo, fu invitata a salire su una bilancia durante una trasmissione televisiva, e il suo peso fu commentato in diretta.
Victoria Beckham afferma che, mano a mano che il disturbo alimentare si sviluppava, è diventata molto brava a mentire. Mentire nei confronti di chi stava attorno a lei — perfino ai suoi genitori — riguardo al rapporto col cibo, al peso, a quanto mangiava o non mangiava, a come si sentiva fisicamente ed emotivamente.
Mentire, in questo contesto, non è soltanto ingannare altri: è anche nascondere la verità a se stessi. Victoria descrive il processo in cui il confronto con l’immagine riflessa allo specchio, con le aspettative altrui, la pressione delle fotografie, della moda, dei commenti pubblici l’ha portata a perdere un senso chiaro di realtà: non era più sicura se fosse “troppo magra” o “troppo grassa”, cosa fosse “normale”.
Questo tipo di bugia diventa quasi automatica nei disturbi alimentari: si mente sul cibo, sull’esercizio fisico, sulle abitudini, perchè il disturbo richiede segretezza, perchè c’è vergogna, perchè si teme il giudizio. È un meccanismo comune in molti casi di anoressia, bulimia, o disordini correlati. Victoria la racconta come una fase di solitudine, anche quando si è “famosi”.
Famiglia BeckamNel suo racconto Victoria Beckham dice che queste abitudini nascoste sono state mantenute per molti anni — non ne aveva parlato con i genitori, non lo aveva reso pubblico.
La docuserie si pone come un momento di apertura reale: non solo verso il pubblico, ma verso se stessa. Confessare, nominare il problema, ammettere il proprio dolore è spesso il primo passo verso un processo di guarigione — o comunque di convivenza più serena con il proprio corpo e la propria autostima.

