“Il bambino nasce con i pugni chiusi perché ha voglia di combattere ed affrontare la vita, il vecchio muore con le mani aperte perché ha affrontato già tutto e aspetta solo la pace eterna.”
Con questa citazione presento questo articolo che riguarda il pugilato. Molti possono pensare cosa c’entri, ognuno di noi nasce combattente e pronto ad affrontare gli ostacoli della vita, e alla fine di tutto potrà essere soddisfatto di quello che ha ottenuto con il proprio sudore e morire con le mani aperte. L’obiettivo che mi pongo personalmente come tanti maestri è preparare uomini e donne attraverso lo sport “il pugilato” ad
affrontare tutti gli ostacoli, questo è lo scopo fondamentale. Pur essendo un maestro, i miei migliori insegnanti sono gli allievi, molti di questi ragazzi che si avvicinano a questo sport hanno brutte storie alle spalle, cercano qualcuno che gli insegni ad avere fiducia in loro stessi, e al tempo stesso trasmettono a me quella motivazione quotidiana a dare sempre il meglio, la definisco una missione sociale, che può formare sia ottimiatleti, che brave persone.
L’importanza della nobile art sul territorio campano è fondamentale. Avendo varie problematiche sociali, in molte città le palestre rappresentano quello spiraglio di luce per i giovani. Infatti con orgoglio posso dire che ogni anno la Campania sfoggia
tantissimi campioni, questo è merito anche del duro lavoro affrontato dai maestri. Uno dei principali perni della Campania nel mondo della boxe è la città di Torre Annunziata, qui abbiamo alcune della più grandi scuole di pugilato d’Italia. Sono anni che nascono campioni e campionesse di questo sport. Cito alcuni nomi: Ernesto Bergamasco, il
primo Torrese a disputare le olimpiadi di pugilato nel 1972, Biagio Zurlo, “figlio del
maestro Lucio, il papà di tutti i pugili torresi”, campione italiano professionisti, ed è stato tecnico della nazionale di pugilato, come lo è stato un altro torrese, Raffaele Bergamasco “figlio di Ernesto Bergamasco” attualmente tecnico della nazionale indiana.

Come pugili che oggi stanno dando lustro alla città Torrese invece abbiamo Irma Testa, la prima pugile italiana a disputare un’olimpiade in occasione dei Giochi di Rio de Janeiro 2016, e con l’augurio che ci darà altre soddisfazioni, e Michele Baldassi, altra promessa torrese.
Il lavoro dei maestri non si ferma nemmeno con il covid, questi uomini dal cuore nobile e con i pugni chiusi cercano di conquistare il cuore degli allievi per farli diventare dei grandi. Qui, non ci sono compensi economici, il compenso più grande è la soddisfazione di aver insegnato a combattere con i pugni chiusi e a fare la cosa giusta.
Ed è quello che dobbiamo auspicarci per il futuro, dobbiamo combattere e fare la cosa giusta.

