Home Cronaca L’intervista inedita alla Consigliera Regionale Muscará Maria e la sua uscita dal “Movimento 2050 di Conte”.

L’intervista inedita alla Consigliera Regionale Muscará Maria e la sua uscita dal “Movimento 2050 di Conte”.

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Buongiorno Maria Muscará.
Sono Annalisa Quartuccio ed è un piacere averla sulle pagine del nostro magazine digitale.

A. Q. – Entriamo subito nel vivo dell’intervista:
Maria Muscará questo è il suo secondo mandato da consigliera regionale della Campania eletta col gruppo del Movimento 5 Stelle, ma da gennaio 2022 decide di lasciare il suo gruppo e siede adesso nel gruppo misto.
Cosa l’ha spinta a questo divorzio? E non crede di deludere tutti i suoi elettori facendo parte adesso di un gruppo che non è più il suo?

M. M. – Buongiorno a lei.
Le rispondo richiamando a riguardo un post scritto da me agli inizi di gennaio, anche abbastanza articolato, dove ci sono tutte le risposte a questa domanda.

Quindi non ritengo di deludere i miei elettori perché continuo a fare, anche fuori dal gruppo regionale, le cose che ho detto in campagna elettorale e che mi sono state indicate dagli elettori.
Io rimango una portavoce del popolo e non di me stessa.

A. Q. – Lei è stata parte attiva della nascita del Movimento e ha vissuto il cambiamento strutturale.
I cambiamenti comportano confronti e scontri, ma questo è il nucleo di un gruppo vitale.
Possibile che una veterana come lei non è riuscita a trovare più coesione coi suoi colleghi del gruppo campano?

M. M. – Il cambiamento strutturale non è stato un cambiamento nato dalla base; è stato un cambiamento imposto da chi ha occupato le sedie del potere e ha manovrato a suo uso e consumo anche la democrazia della base.
Ci sono stati gli “Stati Generali” fatti dagli iscritti i quali avevano decretato che non ci fosse un capo politico ( ma questo era già nell’anima del Movimento 5 stelle)o un leader, ma che ci fosse un comitato a 5 membri in cui venisse rappresentata la base.
Siccome questo era scomodo, insieme al regolamento e allo statuto fatto dagli attivisti, gli Stati Generali sono stati cancellati senza una spiegazione ed è arrivato l’allora responsabile politico Crimi che ha asfaltato tutto.
Il passaggio successivo è stato trovarci questo signor Conte che nessuno conosceva, il quale è diventato un capo politico e presidente prima ancora di essere eletto sulla piattaforma; la stessa piattaforma Rousseau “fu affamata” dagli eletti stessi che smisero di versare la quota per il suo mantenimento, determinandone l’impossibilità di continuare.

A. Q. – Lei spesso ha usato toni duri verso il suo gruppo. Quali sono i principi che ritiene abbiano tradito nel loro nuovo mandato?

M. M. – La questione col gruppo Campano sussiste perché ritengo che abbia cancellato, senza pietà, la possibilità di fare opposizione.
Come si fa opposizione? Occupando per me quei ruoli forti, tematici della Campania che possono essere la commissione trasparenza degl’atti, a cui si è rinunciato votando addirittura un rappresentante di altra fazione (non ricordo al momento se della Lega o Forza Italia), una rinuncia ad esserci per “accordi presi già nel palazzo”.
Hanno rinunciato alla commissione “terra dei fuochi, discariche e ciclo integrato dei rifiuti”, un tema scottante che penalizza la regione Campania e decreterebbe la vita o la morte dei cittadini campani.

Hanno cancellato perché evidentemente il presidente De Luca aveva “così deciso”; e il consociativismo che adesso è pregnante nell’attività politica della finta opposizione, aveva così deciso.

A. Q. – Una lotta interna attuale sembra scaraventarsi sul Movimento 5 stelle, così si percepisce da questa nuova vicenda di un ricorso interno di alcuni esponenti.
Potrebbe darci qualche chiarimento in più sulla vicenda?

M. M. – Premessa: “A nessuno piace arrivare nelle aule di Tribunali”​.

E suppongo che gli attivisti (in particolare tre si sono esposti ma tanti altri hanno partecipato a questa azione) l’hanno fatto come “estrema ratio” per fare valere i propri diritti.
Adesso la situazione si sta concentrando soltanto su votanti o non votanti, correttezza, ma la questione è molto più profonda e bisognerebbe ben ricordare che l’anno scorso per quasi sei mesi, la base, quella alla quale si ricorre quando fa comodo, è stata interpellata agli Stati Generali per poter creare una nuova organizzazione più moderna del Movimento 5 stelle.
E questi lavori erano durati a lungo, hanno avuto la loro ufficialità e si sono consumati per tutta la liturgia, arrivando alla fine con la decisione che venisse creato un Comitato composto da 5 membri(nei principi del Movimento 5 stelle non può esistere un capo, non può esistere un leader, e per questo si giunse alla votazione di un Comitato) oltre che dare un nuovo regolamento allo Statuto.
Questa circostanza diede un po’ fastidio, probabilmente, perché questi 5 membri che venivano eletti dalla base, facevano un po’ paura a chi sta occupando le poltrone, e quindi venne cancellata, ignorata e improvvisamente chiusa la porta a tutto ciò elaborato fino a tale momento, trovandosi con Rousseau che non esisteva più, con un capo politico ancora non eletto ma già diventato presidente; e chiaramente è stata la negazione di tutto lo sforzo fatto di quella democrazia partecipata (di cui molti portavoce attualmente si riempiono la bocca).
Per cui visto che la democrazia partecipata è stata negata in quanto anche nell’ultima nota dal blog delle stelle, Casaleggio ha postato tale negazione.
E per tali ragioni gli attivisti che si sono sentiti traditi, sono stati costretti a rivolgersi in tribunale.

A. Q. – Lei è al suo secondo mandato regionale non più da consigliera del Movimento 5 stelle. Esclude categoricamente un ritorno nel gruppo a prossime elezioni regionali o nazionali?

M. M. – Per quello che riguarda il futuro onestamente non ho nessuna idea.
Sono abbastanza adulta per aver capito che oramai si vive giorno per giorno, le cose sono cambiate in maniera così radicale.
Esempio appunto, se un anno e mezzo fa mi avessero detto: “tu uscirai dal Movimento 2050”; in quanto io non mi sono mai iscritta al Movimento 2050 di Conte perché rimango legata al Movimento 5 stelle.
Purtroppo siccome in consiglio regionale il mio gruppo è diventato Movimento 2050, io non posso aderire a questo “tradimento”.

Quindi quello che succederà un domani, non lo so.
Io vengo dal mondo dell’associazionismo, faccio attività di volontariato da quando ero ragazza e non ho mai smesso.
Continuerò la mia attività, secondo la mia coscienza.
Per ora ci sono ancora 4 anni da svolgere in consiglio regionale, che non sono pochi.
Porterò a termine il compito che gli elettori mi hanno dato, giorno per giorno con la mia attività, continuando ad essere la portavoce di quel Movimento 5 stelle che è stato asfaltato dal Movimento 2050.
Per tutto il resto si vedrà.

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