Da sempre Pasqua è sinonimo di uova di cioccolato, ma non è stato sempre così!
L’uovo fin dall’antichità era visto come scrigno della vita e di conseguenza collegato alla rinascita, infatti già Egizi e Persiani usavano scambiarsi uova di vari volatili in coincidenza di momenti importanti e di passaggio dell’anno come la Primavera, appunto.
Il Cristianesimo fece propria la simbologia dell’uovo: dipinte, benedette e poi consumate nei giorni di festa non mancavano mai sulla tavola dei fedeli a ridosso delle festività pasquali.
L’ uovo era usato spessissimo in pittura e una delle rappresentazioni pittoriche. Una delle più suggestive è quella che ritrae un uovo di struzzo: la Pala di Brera di Piero della Francesca del 1472. Da una nicchia a forma di conchiglia pende un uovo di struzzo, simbolo della perfezione divina ed incarnazione del dogma della verginità.
Sacra Conversazione – Piero della Francesca, Pinacoteca di Brera, Milano, 1472.
L’estroso Hieronymus Bosch dipinse il Concerto dentro un uovo dove quest’ultimo è intrepretato come un uovo filosofale. Gli alchimisti del tempo ritenevano che l’uovo fosse capace di riportare gli elementi al loro stato originale.
Concerto dentro un uovo – Hieronymus Bosch, Palais des Beaux-Arts, Lille, 1561.
Diego Velasquez, invece, indentificò l’uovo come un cibo umile. La scena si svolge in una casa dimessa e buia dove un’anziana donna le cucina friggendole. Uovo come rinascita, certo, ma anche capace di dare sostegno e forza al corpo umano.
Diego Velasquez – Vecchia che frigge le uova, National Gallery di Scozia, Edimburgo, 1618.
L’oreficeria di Peter Carl Fabergé fece dell’uovo un vero e proprio gioiello da ammirare ed esporre. Nel 1885 lo zar Alessandro III commissionò all’orafo un uovo per la sua zarina. Il successo fu strepitoso tanto che Fabergè ogni anno a Pasqua dovette rinnovare la tradizione di questi stupendi scrigni smaltati, cesellati e di oro. Proprio da questa tradizione è nata l’usanza, ancora in voga, di trovare nelle uova di Pasqua piccoli doni.
Collezione Heritage di uova Fabergè.
Nel 1948 Salvador Dalì rappresenta l’uovo come un’alba. Nell’ Aurora una luce prepotente squarcia il guscio ed inonda con i suoi raggi luminosissimi tutta la terra. Una terra che sembra appena stata creata: brulla e vuota dove un solo essere umano primordiale e poco definito muove i primi passi incerti. Il riferimento alla rinascita e alla redenzione è immediato!
Salvador Dalì, L’aurora, Collezione privata, 1948.
Dalla pittura, all’oreficeria passiamo alle uova di cioccolata. Anch’esse sono delle vere e proprie opere d’arte: belle da vedere e buone da mangiare. La produzione di uova di cioccolato si fa risalire a Luigi XIV ai primi del ‘700 mentre la produzione in serie è da attribuire a John Cadbury a partire dal 1875.
Oggi le pasticcerie in tutto il mondo producono uova di cioccolato di ogni misura, con ogni tipo di aroma e decorazione.
Un esempio: tra le eccellenza italiane della lavorazione del cioccolato spicca Modica, in Sicilia. Qui l’Antica Dolceria Bonajuto produce da oltre 150 anni cioccolato artigianale di altissimo livello. Nel 2008 è stata inserita dall’Eurispes tra le 100 eccellenze d’Italia.
Dolceria Bonajuto – uovo di Pasqua trapuntato al pistacchio.






Dolceria Bonajuto – uovo di Pasqua trapuntato al pistacchio.


Antonio
30 Marzo 2021 a 8:20
Brava Valentina.