Home Arte e cultura Gli Angioini a Napoli e il patrimonio artistico e culturale lasciato. Seconda Parte…

Gli Angioini a Napoli e il patrimonio artistico e culturale lasciato. Seconda Parte…

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Durante il periodo Angioino, quando Napoli divenne capitale del regno, furono edificati molti edifici e complessi religiosi.

Il Maschio Angioino o Castel Nuovo 

Il Castello fu costruito da Carlo I d’Angiò come palazzo fortezza dopo aver spostato la capitale del regno da Palermo a Napoli e per distinguerlo dai castelli precedenti fu denominato “Castrum Novum” cioè Castel Nuovo.

Dalla tradizione popolare il Castello veniva e viene tutt’ora ricordato come il Maschio Angioino, il termine medievale “Mastio”, di origine fiorentina, indicava la torre maggiore di un sistema difensivo a più torri. Nel corso della sua storia il Castello ospitò molti personaggi illustri come Boccaccio, Giotto e Petrarca, fu teatro dell’abdicazione di Papa Celestino V e l’elezione di Bonifacio VIII.

Il Castello situato a Piazza Municipio e simbolo della città di Napoli fu costruito nel 1279 da Pierre de Chaule, a pianta trapezoidale con 5 torri cilindriche.

Nel castello del periodo Angioino è rimasta:

La Cappella Palatina, affrescata verso il 1330 da Giotto con le Storie del Vecchio e Nuovo testamento. Questo ciclo pittorico è quasi interamente perduto.

La Sala del trono voluta da Roberto d’Angiò, affrescata da Giotto di cui non resta nulla. Gli affreschi dovevano raffigurare gli uomini illustri dell’antichità.

Di questo ciclo pittorico abbiamo testimonianza in una raccolta di sonetti di un autore anonimo.

 

Castel Sant’Elmo

Nel 1325 Roberto D’Angiò commissionò a Tino da Caimano l’ampliamento di una vecchia torre di osservazione Normanna denominata Belfiore.

Il Palazzo che fu costruito sulla collina di San Martino al Vomero doveva controllare le vie d’accesso della città, la sua posizione consentiva di osservare tutta Napoli, il golfo e le strade.

Nel 1416 Alfonso d’Aragona acquistò il castello direttamente dalla regina Giovanna II. L’aspetto attuale del Castello rispecchia l’architettura militare del 500, esso fu sottoposto a dei lavori di fortificazione durante la dominazione spagnola.

Nel 1587 un fulmine caduto nella polveriera distrusse una parte del Castello, i lavori di ripristino furono affidati a Domenico Fontana.

Nel corso della storia il Castello fu utilizzato come carcere militare fino al 1952.

Nel 1988 fu restaurato e aperto al pubblico come Museo. Oggi la struttura ospita il Museo del 900, la particolarità di questo Castello la possiamo trovare nella grande piazza d’armi, qui è stata installata un’opera d’arte di Paolo Puddu.

L’artista attraverso la scrittura Braille riportata sul corrimano descrive attraverso varie parole il panorama di Napoli.

 

Accanto al Castel Sant’Elmo troviamo la Certosa di San Martino,      costruita nel 1325 per volere di Carlo d’Angiò duca di Calabria e figlio di Roberto d’Angiò per omaggiare l’ordine dei certosini.

Per la costruzione della Certosa fu chiamato Tino da Caimano e del progetto originario restano soltanto i sotterranei.

Nel corso del tempo l’edificio subì numerosi cambiamenti fino ad arrivare all’aspetto attuale che rispecchia l’arte barocca.

 

Basilica di san Lorenzo maggiore 

La Basilica di San Lorenzo fu ricostruita da Carlo I D’angiò verso il 1270. La pianta della basilica presenta una sola navata circondata da 23 cappelle laterali, l’abside circolare con il deambulatorio richiamano lo stile gotico francese.

Al centro del transetto troviamo l’altare maggiore, si tratta di un’opera rinascimentale in marmo costruita da Giovanni Merliano da Nola.

L’opera è composta da tre figure, al centro troviamo raffigurato il Santo a cui è dedicata la chiesa, San Lorenzo, a destra troviamo San Francesco ricordato come il poverello d’Assisi e a sinistra troviamo Sant’Antonio da Padova. L’autore dell’opera sotto la statua di San Lorenzo ha scolpito il suo martirio, sotto la statua di san Francesco ha scolpito il miracolo del lupo di Gubbio e sotto Sant’Antonio il miracolo dei pesci.

Sotto la Basilica di San Lorenzo è possibile visitare il vecchio foro romano di Neapolis, si tratta del più importante sito archeologico del centro storico. Quest’area archeologica si trova a circa 10 metri di profondità, mentre all’interno del chiostro datato al 700 è possibile vedere una parte del macellum, il vecchio mercato romano:

 

San Domenico Maggiore

Il complesso di San Domenico     fu costruito nel 1283 da Carlo II d’Angio per i frati Domenicani.

La basilica presenta tutti gli elementi dello stile gotico, pianta a croce latina con 3 navate circondate da 27 cappelle, di cui 7 nelle navate laterali e 8 nel transetto. A causa di numerosi interventi non abbiamo più la struttura originaria, quello che ora è visibile sono dei rifacimenti del Seicento in perfetto stile Barocco, stile visibile nel soffitto a cassettoni dorato  , nella cassa dell’organo che troviamo nella zona absidale.

La facciata principale della Chiesa si trova sulla piazza di fronte all’obelisco di San Domenico, mentre l’ingresso principale si trova in Vico San Domenico dove troviamo la facciata secondaria della Basilica.

 

Santa Chiara

La chiesa di Santa Chiara si trova nel cuore di Napoli, costruita da Roberto d’Angiò nel 1310 e da sua moglie Sancia.

Il complesso presenta due conventi, quello femminile per le clarisse e quello maschile per i frati francescani. La Chiesa ancora oggi conserva il suo stile gotico, facciata a cuspide, navata unica circondata da 10 cappelle per lato, al suo interno troviamo i monumenti funebri della famiglia reale Angioina, mentre l’ultima cappella sulla destra presenta le spoglie della famiglia dei Borbone.

Alle spalle della Basilica troviamo il Monastero, al suo interno troviamo il chiostro delle Clarisse o maiolicato, si tratta di un chiostro decorato con delle maioliche del Settecento realizzato da Domenico Antonio Vaccaro, fortunatamente il chiostro non ha subito danni durante il secondo conflitto mondiale.

 

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