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Matilde Serao la voce della Napoli verace.

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Matilde Serao nacque a Patrasso, in Grecia il 7 marzo del 1856. La famiglia si trovava lì perché il padre, Francesco Serao, aveva ideali anti borbonici. I Borbone a quel tempo regnavano su Napoli e solo dopo la cacciata di quest’ultimi i Serao poterono ritornare in patria.

La vocazione letteraria non tardò a manifestarsi nella giovane Matilde, appena diciottenne iniziò come articolista d’appendice e poi come novellista. L’ambiente napoletano non consentì alla ragazza di emergere e così nel 1882 si trasferì a Roma.

Nel 1883 pubblicò il suo primo romanzo Fantasia. Opera che venne giudicata poco elegante, ma dal sapore verista. Nonostante le critiche Matilde non si fece scoraggiare e continuò con passione e dedizione il suo lavoro di giornalista e scrittrice.

 

Ritratto di Matilde Serao – Félix Vallotton, 1891.

Con Edoardo Scarfoglio fondò nel 1892 Il Mattino di Napoli sul quale Serao scrisse fino al 1900. Nel 1926 fu candidata con il romanzo Mors Tua al Premio Nobel per la letteratura, ma fu osteggiata da Mussolini in quanto non simpatizzante del regime fascista. Infine, il Nobel fu assegnato a Grazia Deledda per il romanzo Canne al vento.

Foto d’epoca – Matilde Serao.

Nel 1881 scrisse Leggende napoletane un omaggi alla sua Napoli dove sono riunite le voci ed i racconti di una città sempre fervida di visioni e suggestioni. Racconti che passano di bocca in bocca e quindi si modificano, si ingigantiscono, si arricchiscono di particolari. Matilde ha tentato con questo libro di fare ordine nel mare magnum del nostro patrimonio leggendario. Si parla del Vesuvio, di Capri, di Megaride e poi della mitica sirena Partenope, il diavolo di Mergellina, l’immancabile Munaciello, fino alla storia dei maccheroni e molte altre.

Matilde Serao fu una scrittrice prolifica ed oggi il suo capolavoro è considerato Il ventre di Napoli (1884), una cronaca dettagliata di come si vivesse in certi quartieri napoletani nell’Ottocento. I protagonisti sono i ceti più bassi, quelli che per vivere arrangiano, che cercano un espediente per sopravvive e sono stipati nei vasci (bassi) stretti e senza sole.

Ventre perché le vie si intersecano una nell’altra, fanno perdere l’orientamento e poi sono fetide, sporche, anguste e quindi rassomigliano ad un budello. Assomigliano a qualcosa di cui è difficile rinvenirne il principio e la fine. Sono descritte anche tutta una serie di superstizioni e scongiuri per liberarsi delle jetture che si affiancano alla religione ufficiale. Le strade e gli incroci pullulano di altari ed edicole votive a santi e madonne di ogni sorta. Sembra una corte dei miracoli dove un’umanità afflitta è stracciona tira a campare, ma non senza solidarietà reciproca e amore verso quelli che stanno ancora peggio. Inoltre, l’autrice si scaglia anche sul gioco del lotto, un’ossessione capace di riunire poveri e ricchi alle quattro di ogni sabato pomeriggio.

Lo sfondo su cui si dipanano le vicende umano è di certo il degrado: una città che andrebbe sventrata…

Tipi di case economiche adottate dalla Società pel Risanamento di Napoli.

Il governo Depretis annunciò un piano di risanamento urbano. Si costruirono nuovi edifici come la Galleria Umberto I. Nonostante questo Matilde restò scettica circa il piano di risanamento governativo visto come una speculazione edilizia.

Galleria Umberto I di Napoli, dettaglio della cupola in ferro e vetro, 1887-1890

Invece è del 1901 Saper vivere ovvero galateo napoletano si tratta di un vademecum in cui ancora, a distanza di un secolo, è possibile ritrovarsi per modi e maniere. Le pagine di questo libello sono agili, scorrono veloci sotto l’occhio del lettore. Un tuffo nel passato che ci offre una meravigliosa pennellata di come viveva e pensava la borghesia napoletana di inizio Novecento. I consigli sono vari ed eventuali: come comportarsi ad una festa da ballo o preparare un pranzo per ospiti importanti e ancora preparare il corredo, organizzare un matrimonio e il viaggio di nozze.

Matilde morì a Napoli nel 1927 stroncata da un infarto mentre era china a scrivere. La sua città l’ha omaggiata intitolandole una piazzetta nel Quartiere San Ferdinando, tra via Toledo e Piazza Trieste e Trento, proprio dove Il Mattino aprì i battenti per la prima volta.

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Matilde Serao la voce della Napoli verace.
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Matilde Serao la voce della Napoli verace.
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Nel 1881 scrisse Leggende napoletane un omaggi alla sua Napoli dove sono riunite le voci ed i racconti di una città sempre fervida di visioni e suggestioni. Racconti che passano di bocca in bocca e quindi si modificano, si ingigantiscono, si arricchiscono di particolari. Matilde ha tentato con questo libro di fare ordine nel mare magnum del nostro patrimonio leggendario.
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