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QUANDO A NAPOLI FURONO VIETATI I BACI era il 9 marzo del 1562

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STORIA DEL BACIO
I significati affibbiati al concetto di bacio sono sempre spudoratamente romantici, per taluni sono solo manifestazione d’affetto che consiste nel toccare qualcuno o qualcosa con le labbra .

Parola comune, ma non per questo meno affascinante e misteriosa.

Triplicità del significante
La parola che nella nostra lingua definisce “bacio”bviene dal latino basiu(m), probabilmente di origine celtica, ed è stata usata per la prima volta dal poeta veronese Catullo insieme a “basiare”, che probabilmente era presente nella lingua popolare senza particolari sfumature, come dicono gli studiosi di etimologia.
Il termine etimologico-funzionale evolve. Il termine latino “basium” non era l’unico nome del bacio:
 l’osculum, voce più elevata, era il bacio d’amicizia e rispetto, che per esempio ci si scambiava fra famigliari, e che pure poteva essere dato sulla bocca;
 il suavium era invece il bacio erotico, con una carica passionale quasi volgare;
 il basium aveva un valore intermedio, che partecipava tanto dell’affetto quanto di una dimensione amorosa. E forse è proprio per la sua versatilità, che lo rendeva termine da bosco e da riviera, che ha prevalso sugli altri.
La varietà delle sue forme e dei suoi significati nelle culture più disparate ne fanno un’inesauribile vena di studi e ipotesi antropologiche.

Il modo in cui noi oggi, nella nostra tradizione, viviamo il bacio – cioè il toccare qualcuno o qualcosa con le labbra -, non è che uno dei moltissimi esiti culturali di questo atto, che nel suo nucleo universalmente condiviso è espressione di riconoscimento, declinato in rispetto, in affetto, in amore, in passione: nella manifestazione del bacio risiede una cifra della nostra identità particolare – i cui inafferrabili contorni sono tratteggiati anche dai significati del bacio alla veste, alla statua, alla mano, alla guancia, al collo, alla bocca.
Edmond Rostand scriveva che “Il bacio è un segreto sussurrato a una bocca anziché a un orecchio”, ed anche che “un bacio è l’ apostrofo rosa fra le parole “t’amo”.
Esiste addirittura una scienza, la Filematologia, che analizza il bacio nelle sue sfaccettature sociali e fisologiche. I baci hanno tanti aspetti positivi:

1. sanciscono le relazioni,

2. le vedono nascere agli albori della loro fioritura,
3. aiutano gli amori a germogliare e a mettere radici profonde e durature nel tempo,
4. Aumentano i livelli di ossitocina e diminuiscono invece quelli di cortisolo , che causa invece stress e malumore nella vita di tutti i giorni,
5. rinforzano così legami e sentimenti.
Insomma, non c’è niente di più naturale ed istintivo di un bacio!

UN PO’ DI STORIA NAPOLETANA!

QUANDO A NAPOLI FURONO VIETATI I BACI
era il 9 marzo del 1562.

Perché in quella mattina del 9 marzo 1562, baciare il proprio amato divenne un reato così grave da dover essere punito con multe e distorsioni amministrative, o peggio, nei casi più gravi, con la vita dei poveri malcapitati? Il primo motivo era la ragione di stato!



Cronaca del 1562
“Chiunque fosse stato sorpreso a scambiare effusioni di qualsiasi genere in luoghi cittadini sarebbe stato condannato a morte.”
Questa notizia assai curiosa è riportata negli Almanacchi dell’epoca ed ancora oggi esistono diverse testimonianze riguardanti questa bizzarra vicenda. Ma perché furono vietati i baci?

Le ragioni che condussero il Vicerè Fernando di Toledo ad istituire reato dalla sera alla mattina, furono essenzialmente due: 
– La prima era inerente alla protezione di tutte le donne della città. Era una brillante soluzione atta a limitare le aggressioni, gli abusi e le violenze su giovani e non, tutelandole con il seguente articolo: ” Gli atti violenti esercitati contro l’altrui pudicizia, che non consistono nella congiunzione carnale, tutti indistintamente noverano nella categoria degli stupri tentati ”, come riporta anche Agnese Palumbo nel suo libro “ 101 storie su Napoli che non ti hanno mai raccontato ”. Era perseguibile dunque, chiunque avesse tentato di ottenere un bacio senza consenso.

Il secondo motivo della legge tanto singolare del 1562 era invece legato a ragioni igienico-sanitarie. Da poco infatti era stata debellata l’epidemia di peste che aveva inginocchiato le città di Venezia e Torino . Era quindi probabile che al manifestarsi dei primi sintomi della malattia, la precauzione del Viceré fosse quella di eliminazione possibili vie di contagio quali, per l’appunto, i baci .

I BACI NELLA STORIA CHE HANNO CREATO PIU’ DANNI DELLA BOMBA!

1. il bacio di Giuda
2. Il bacio di amore e psiche del Canova
3. il bacio della Disney con Biancaneve, e Lilly e il vagabondo!
4. I quadri di Hayez, Gustav Klimt
5. I baci dei film Gold finger, o la Dolce vita, che fece sbocciare il Dadaismo!

Articolo storico a cura dell’ Avv. Francesca Scudiero.

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